Biografia

Da Battipaglia a Genova e alla Toscana, dalla galleria dedicata all’antico al «mestiere di artista»: la storia di Patrizio Landolfi e della frammentazione cromatica.

Patrizio Landolfi

Patrizio Landolfi nasce nel 1954 a Battipaglia (SA) e vi rimane fino al 1968; poi due trasferimenti: Genova e la Toscana, dove risiede tuttora. Da sempre affascinato dalla pittura, nel corso degli anni coltiva e sviluppa studi in questo ambito, fino a raggiungere la piena consapevolezza e la maturità necessaria per intraprendere il «mestiere di artista».

Dopo una breve esperienza a livello imprenditoriale, relativa all’apertura di una galleria a Prato dedicata all’antico, inizia la sua effettiva produzione artistica, di sicuro influenzata dalla bellezza delle opere barocco-rinascimentali.

L’obiettivo che lo spinge e lo stimola a iniziare questo difficile percorso è quello di trasmettere le sensazioni quotidiane, le gioie e i dolori che scandiscono lo scorrere del tempo: individua nel colore lo strumento idoneo a consentire le più svariate interpretazioni. Così crea la sua personale e originalissima tecnica di frammentazione cromatica, adatta a imprimere quella forza e quella dinamicità necessarie affinché il colore possa manifestarsi come «pura energia luminosa».

Gli stili che lo accompagnano in questa laboriosa ricerca sono l’espressionismo astratto e la pop art: egli li rivisita entrambi, connotandoli di una nuova definizione.

La frammentazione cromatica

Patrizio Landolfi inizia la sua ricerca sperimentale nei primi anni ottanta ripercorrendo alcuni dei sentieri artistici dal Rinascimento a oggi, ispirandosi in particolare ai grandi temi attraversati nel Novecento.

L’astrattismo è il linguaggio che privilegia. La libertà di espressione e la possibilità di muoversi senza limiti di tempo e spazio lo hanno condotto a varcare la frontiera del finito, frammentando la composizione dei suoi soggetti. L’artista lavora per strati che infine si manifestano come mosaici realizzati attraverso una palette particolarmente ampia. I frammenti sono spesso percorsi da canali che arricchiscono le opere di un aspetto tridimensionale. L’incanto del colore schiude inoltre verità celate a un primo sguardo.

Veronica Caciolli, storica dell’arte

Patrizio Landolfi, «Astratto 73»

In studio

La critica

Ogni frammento è insieme l’attimo che conclude una vita e il momento nel quale si origina, è l’istinto e la ragione.

Caterina Pacenti

L’astrattismo è il linguaggio che privilegia. La libertà di espressione e la possibilità di muoversi senza limiti di tempo e spazio lo hanno condotto a varcare la frontiera del finito.

Veronica Caciolli, storica dell’arte

I tuoi dipinti esaltano la materia, consumata dal tempo […] messaggio di eternità universale, comune a tutte le culture.

William Tode

Tele che colpiscono lo sguardo dello spettatore per la loro freschezza ed essenzialità.

Adnkronos, 2006