Osservando le opere di Patrizio si è spinti ad avvicinarsi ad esse, come trascinati da un vortice di
frammenti, colori ed energia; ed è lì, nel singolo frammento, che si ritrova in potenza tutta la forza
dell’opera nel suo intero. Ogni porzione, ogni singolo centimetro può essere osservato nelle sue
parti infinitamente ed impercettibilmente piccole e nel suo essere infinitamente grande se di colpo il
filo sottile, che adesso tiene le parti insieme, si sciogliesse e l’energia interna all’opera e ad ogni
atomo dell’universo conducesse i frammenti come meteore nello spazio.
La frammentarietà non è quindi solo delle figure, delle ombre o di ciò che di queste è rimasto, ma è
la sommarietà, l’instabilità e la suscettibilità di ogni cosa esistente sul nostro pianeta e
nell’universo. Ogni frammento è insieme l’attimo che conclude una vita ed il momento nel quale si
origina, è l’istinto e la ragione.
Le figure che emergono, l’energia ed il dinamismo dell’insieme sono frutto della mano dell’uomo e
del caso che frammenta e spezza linee, colori, toni, che di volta in volta fanno soffermare l’occhio
dell’osservatore che, quasi incantato, finisce per guardare l’opera instancabilmente, alla ricerca di
una forma, una traccia, una figura, ma soprattutto alla ricerca di un’emozione, una sensazione.
Non c’è fondo e non c’è immagine ma solo figure e geometrie che si creano e si distruggono dalla
materia stessa.
Superfici lisce e superfici opache creano giochi di luci e di consistenze e costruiscono esse stesse
forme, profili, silhouette. Patrizio gioca liberamente con i colori, con i bianchi ed i neri ad
esaltarli, fino a rendere questi ultimi protagonisti di alcune sue opere; dove il bianco si fa portatore
di una luce abbagliante che svela e nasconde le tonalità più accese e brillanti, ed il nero si fa
magma che trascina con sé il fuoco nei suoi rossi, arancio e gialli e che corre sulla tela dove una
parte ormai fredda si solidifica mentre l’altra, ancora incandescente, lucida e brillante, colando
l’attraversa.
Vere e proprie esplosioni di colori, effetti pirotecnici accendono di luce le sue tele, che parlano di
un mondo nel quale l’energia è tutto ed i colori ne sono la massima espressione.
Le opere di Patrizio occupano quindi uno spazio maggiore di quello fisico, della loro mole,
richiedono tempo e spazio per essere concepite, comprese, osservate ed ammirate; e mentre la luce
ne esalta l’insieme, le figure, i profili sembrano danzare silenziosi nell’universo, in quel vortice
dinamico che crea e distrugge, che compone e scompone, che costituisce la parte ed il tutto, che
spaventa e affascina nella sua infinta potenza e nella fragilità dei legami fra le singole molecole di
ogni cosa esistente.
Quella di Patrizio è dunque una pittura vibrante di energia e di entusiasmo per il colore; quello
stesso entusiasmo che l’artista fa rivivere nelle sue opere, investendole della responsabilità
dell’espressione ed insieme conferendo loro una leggerezza e una libertà di essere e di essere
interpretate.
Caterina Pacenti